Amore

Da quando conosco il progetto ‘The Book Of People’ non smetto di pensare a qual è quella persona cara che, divenendo soggetto di questa “caritudine” non escluda tante altre persone altrettanto carissime.
Ho pensato dapprima alle mie nonne, diversissime tra loro, anche nel loro essere in questo momento una in vita e una no.
Non c’è niente che non mi abbiano insegnato. Il tempo trascorso in racconti e chiacchiere nel lettone – è uno dei ricordi più cari.
Poi ho pensato ai miei genitori, che mi hanno generata – per l’appunto. Senza i quali non ci sarei proprio. Ai quali devo tutto.
Poi ho pensato a quei parenti che non ho mai conosciuto, senza i quali, nemmeno, sarei oggi qui e tutto questo pensare al mio essere qui è dovuto dal fatto che se non fosse per loro non starei in definitiva scrivendo questo racconto dunque grazie.
Poi, però, non riuscivo proprio a sbilanciarmi per nessuna di queste persone, perché, sentivo più forte il peso dell’esclusione rispetto alle altre – perché una nonna o una mamma o un antenato sì e l’altra no?
Allora ecco, la persona a me cara che desidero dedicare a BOP è Michele Francia, la famiglia che ho scelto, l’uomo che ho sposato: quando penso a lui, penso all’amore e penso alla vita, all’amore di una vita che si apre e che si crea, all’amore che accoglie e che protegge. Questo amore include tutte le persone che ho citato nel racconto e ancora di più. È ciò che desidererei ricordare per sempre, anche quando sarò io, che ad un certo punto non ci sarò più, vorrei che il suo ritratto rimanesse nel mondo e parlasse di amore. Ancora.

Mia da Schio Suppiej