Antonella Ausanio era la mia gemella. Speravo che il tempo potesse curare, invece… invece ancora non mi faccio persuasa che la tua esistenza si sia conclusa. E si è conclusa nella maniera più crudele. Io non capisco perché a te sia stata destinata tanta sofferenza. Dicono che la sofferenza è destinata a chi è in grado di sopportarla. Sticazzi! Io c’ero e col cazzo che tu fossi in grado di sopportarla. Quella era una sofferenza che nessuno sarebbe stato in grado di sopportare. E allora perché proprio tu? E perché io no? Non mi resta che provare a ricordare quello che siamo state, che tu sei stata. La leggerezza della nostra gioventù. La nostra vita insieme, anche le botte, le uscite, i viaggi… Mi manca tutto, mi manca di poterlo ricordare insieme. Avrò il compito di custodire tutto da sola e vorrei tanto esserne all’altezza. E dovrò essere felice per entrambe, provando a riscattare la tua vita attraverso la mia.

Beatrice Ausanio